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Pieve di Santa Maria a Sco'
PIEVE DI SANTA MARIA A SCO'
La Facciata
La Chiesa di S. Maria a Pian di Scò è situata in cima al paese. Chi percorre la strada dei Sette Ponti si trova davanti il Sacro Edificio con le tre absidi e lo snello campanile. L'imponente Pieve di Scò volge le spalle alla strada principale. Uno sguardo rapido ci fa comprendere che da poco tempo è stata restaurata e dopo il restauro si leggono bene i vari interventi dell'uomo e le vicende subite dal monumento.

La Storia
Questa antica Pieve ha una grande storia. Sebbene si ignori l'anno preciso della sua fondazione tuttavia dall'insieme della sua architettura possiamo supporre che sia sorta verso l'anno mille. Il primo documento nel quale viene ricordata risale al 12 marzo 1008. In quell'anno viene nominata in una donazione fatta dalla famiglia dei nobili Ubertini in favore dell'Abbazia di Santa Trinita in Alpe.
In un altro documento si ricordano alcuni terreni situati nel piviere di Pian di Scò donati alla chiesa di Gastra. Alcuni storici pensavano che questa Píeve appartenesse e dipendesse dalla Sede Apostolica, ma i documenti emanati dai Pontefici Pasquale II (1103), Innocenzo II (1134) e Anastasio IV (1153) confermavano ai vescovi di Fiesole la giurisdizione su questa chiesa. Il piviere di Pian di Scò era nel 1259 abbastanza esteso. Dipendevano da questa chiesa madre battesimale le chiese di S. Maria e Michele a Facila la Badia di S. Salvatore a Soffena S. Andrea a Pulicciano; S. Miniato a Scò, S. Donato a Menzano; S. Bartolomeo a Gastra; S Donato a Certignano; S. Tommaso a Soffena; S. Matteo a Caspri; S. Gaudenzio; S. Michele detto di sotto; S. Stefano di Simonti; S. Iacopo di Montecarelli. Nella visita pastorale fatta nel 1466 dal vescovo di Fiesole mons. l Lonardo Salutati, si apprende che tre cappellani aiutavano il Pievano di Scò nel servizio della sua chiesa. Dal piviere di S. Maria a Scò in seguito si staccarono: S. Tommaso a Soffena che divenne la Pieve di Castelfranco di Sopra e alla quale furono aggregate le chiese di S. Matteo a Caspri e S. Donato a Certignano; S. Matteo a Facila; S. Miniato a Scò, S. Stefano a Simonti e la Badia di Soffena.

La Chiesa
La Chiesa di S. Maria a Scò si presenta maestosa e decorosa. la facciata è formata da cinque archi con lunghe lesene che corrono parallele fino alla base. Due finestre laterali danno luce all'edificio, Nell'arco di centro si legge la scritta "Liberac collationis". Una vecchia foto ci mostra questa facciata, schiacciata ed appiattita; ora, liberata dal terrapieno antistante, ha riacquistato lo slancio primitivo. L'interno è riposante e pulito in tutta la sua struttura architettonica. La luce flebile che filtra dalle bifore ne accentua la sacralità e la mistica sobrietà. le capriate robuste del tetto danno un senso di sicurezza e compiutezza. Nel tempio si leggono due interventi: la parte presbiteriale con i primi tre pilastri ha un pietrame più piccolo e una lavorazione più rozza ed arcaica al contrario le prime tre colonne all'inizio della chiesa hanno un capitello ben lavorato e le pareti con un bozzato più rifinito. La prima impressione può trarre in inganno facendo datare le parti del presbiterio e i pilastri come più antichi di tutta la costruzione; mentre come ci assicura l'Arch. Guido Morozzi, intelligente realizzatore del restauro, la parte più antica dell'impianto originario è quella anteriore della chiesa. Questo fatto è forse strano ed unico, infatti in Casentino le antiche pievi sono crollate tutte sul davanti e le facciate furono ricostruite in epoche posteriori.

La Pieve
Interno della Pieve

I Capitelli
La prima colonna di destra reca agli angoli del capitello quattro aquile bene impennate pronte per spiccare il volo. Anche la seconda ripete il motivo delle aquile. La terza colonna di destra ha nel capitello tre piani con volute e annodare. I rimanenti tre pilastri di destra sono privi di capitello. La prima colonna di sinistra è la più lavorata e la più interessante: si vedono due uomini piegati con un recipiente in mano. Nella seconda colonna sono ripetuti i motivi dell'aquila e nella terza le valute annodate come in quelle di destra.
I tre rimanenti pilastri di sinistra non hanno alcuna decorazione. Sulla parete sinistra si apre una porta architravata con arco di rinforzo. A metà parete è stato ritrovato un affresco danneggiato nella parte bassa che raffigura la Madonna in trono con il Bambino in fasce. Vivace è il volto della Vergine. Gesù Bambino benedice con la mano destra, con la sinistra stringe l'indice della madre come per giocare. Questo dipinto è stato attribuito a Paolo Schiavo un pittore fiorentino che ha operato molto nella zona dei Valdarno Superiore. Proseguendo avanti dalla parte sinistra dell'abside minore è stato collocato il tabernacolo in pietra lavorata dei XV sec. Al centro dell'abside ora si nota una sola finestrella con vetro di alabastro, le due laterali aperte nei restauri precedenti sono state giustamente richiuse.
Sull'altare maggiore tre bassorilievi a tema "Mariano" dell'Artista Mauro Capitani, collocati nel 2008 in occasione del millennio della Pieve. Nell'abside minore di destra è stato sistemato il fonte battesimale in pietra arenaria di notevole fattura. Usciti di chiesa e osservando attentamente il parametro murario esterno vediamo come il tempo ha consunto la bella pietra arenaria. Il retro della chiesa, liberato da precedenti costruzioni addossate al sacro edificio, è piacevolmente raccolto nel gioco delle tre absidi. la centrale più grande, le laterali più piccole, ma tutte e tre armoniose e con le coperture a lastre. L'abside di sinistra è per metà incorporata nella torre campanaria, Agile e sganciato è il campanile che domina gagliardo tutta la vallata. Fino alla cuspide è costruito con pietra a bozze; il cotto raccoglie la parte terminale. Dopo il restauro possiamo dire che la chiesa di Santa Maria a Scó ha ritrovato le linee primitive della sua perduta architettura e appare ora come la più semplice di tutte le sorelle coeve dei Valdarno Superiore.

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