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Fin
dal XIII secolo il territorio
a monte della Pieve di S.
Maria a Scò, ancora
indicato come il Popolo di
Menzano, faceva capo alla
chiesa di S. Donato e aveva
dei mulini lungo il corso
del fiume Resco Simontano,
i più antichi di Pian di Scò. Una fitta ed
importante rete viaria attraversava
il terriotorio con percorsi
lastricati di origine romana
(Via Clodia) e medioevale
(Via dell’Alpe e antica
Setteponti). I percorsi proposti
seguono le antiche strade
cinquecentesche segnalate
nelle Piante dei Capitani
di Parte Guelfa di Firenze.
Queste carte riportano la
viabilità principale
dell’epoca con indicazioni
delle chiese, oratori, nuclei
abitativi e i relativi toponimi
che spesso coincidono con
quelli odierni. Oggi la maggior
parte di questo territorio
fa parte dell’azienda
faunistico-venatoria “Fattoria
Casamora” che ha sede
nella bella villa-fattoria
settecentesca situata sul
lato destro della strada per
Casabiondo-Menzano, appena
usciti dalla statale Setteponti.
I percorsi iniziano in località
Casabiondo che si raggiunge
dal capoluogo percorrendo
la statale Setteponti, percorsa
in direzione di Reggello,
fino a reggiungere il bivio
che porta a Menzano-Casabiondo.
Il nucleo abitativo, risalente
nella struttura più
antica, al ’200, fu
poi ingrandito e modificato
nei secoli fino all’attuale
aspetto di dimora rurale settecentesca
con la loggia e il cortile
lastricato delimitato dal
pozzo con lavatoio e fontana.
Di là dalla strada
si trova l’oratorio
dedicato all’Immacolata
Concezione; esso fu edificato
come cappella votiva nel’600
e in seguito la facciata fu
arricchita, nel 1711, con
decorazioni lapidee in stile
Barocco che costituiscono
una rarità tra le architetture
delle campagne del Valdarno. |
ITINERARIO
A (1h. e 15 min):
loc. Casabiondo –
La Cella – i
mulini sul Resco Simontano
– Oratorio di
San Rocco –
Case Campiano –
Casa agli Ori –
La Polveriera –
Oratorio di Querceto
– loc. Casabiondo
.
Lasciando alle spalle
l’Oratorio di
Casabiondo si percorre
la via lastricata
che aggira il nucleo
abitativo e dopo pochi
metri, sulla sinistra,
si trova un esempio
di lavatoio coperto.
Proseguendo la strada
diventa sterrata e
si incontra il gruppo
di case medioevali
in pietra della località
La Cella (termine
antico per cantina
o dispensa); da notare
la presenza di frammenti
di decorazioni ad
affresco sulla facciata
del primo edificio
sulla destra e la
fontana in mattoni.
La strada prosegue
costeggiata da ulivi
e muretti a secco
fino al torrente Resco
Simontano. In questo
punto, dove il fiume
comincia a scorrere
in una stretta vallata,
si può vedere
uno degli antichi
mulini di Pian di Scò. Proseguendo
si arriva ad una piccola
chiesa: l’Oratorio
di Campiano di Sotto.
Costruita nel 1536
come edificio votivo
dedicato a S. Rocco,
è un esempio
di Cappella Stradale
che poteva servire
da riparo ai viandanti
dell’epoca.
L’interno, purtroppo
non visitabile, è
interamente affrescato.
Ancora oggi esiste
l’usanza, antica
di secoli, di raggiungere
a piedi l’Oratorio
nel mese di maggio
per celebrare il giorno
dell’Ascensione
e il rito della benedizione
delle messi: le “Rogazioni”.
Si prosegue verso
Case Campiano, nucleo
abitativo suggestivo
per il panorama e
le case in pietra,
Casa agli Ori e La
Polveriera che fu
deposito degli esplosivi
utilizzati per l’ampliamento
della vicina via per
il Varco di Gastra
segnalata come sentiero
n. 29 dal C.A.I. Attraversato
nuovamente il Resco
Simontano si raggiunge
proprio il sentiero
n. 29 e percorrendolo
verso valle, lungo
un tratto panoramico,
si raggiunge la strada
asfaltata che discende
fino all’Oratorio
di Casabiondo. |
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ITINERARIO
B (50 min):
loc. Casabiondo –
la Castagnola –
Case Bologna –
fonte di Treggiano
– Torre di Menzano
– loc. Casabiondo
.
Oltrepassato l’oratorio
di Casabiondo, luogo
ideale per una sosta
ristoratrice, la strada
si biforca e il percorso
prosegue verso sinistra,
seguendo uno degli
antichi tracciati
della Via dei Setteponti.
Dopo poco si incontrano
tra gli ulivi, lungo
il lato sinistro della
strada, la Castagnola
e Case Bologna, esempi
di casa colonica padronale,
già segnalate
sulle Piante dei Capitani
di Parte Guelfa della
seconda metà
del XVI sec. e ingrandite
durante il ‘700.
In particolare Casa
Bologna è costituita
da un’imponente
struttura abitativa
arricchita da un Oratorio
dedicato ai S.S. Francesco
e Domenico e dalla
vasca con la nicchia
a forma di conchiglia
per la fontana; proprio
il selciato visibile
tra l’edificio
principale e l’Oratorio
costituisce una parte
della Via dei Setteponti
come descritta dal
Catasto Lorenese del
XVIII secolo. Il panorama
che si ammira è
notevole: oltre a
gran parte del Valdarno
si distinguono, sella
destra, la pieve di
Cascia di Reggello
e le guglie delle
Balze. L’itinerario
prosegue verso località
Treggiano, dopo una
breve ripida salita
lastricata in pietra
si imbocca il sentiero
pianeggiante a destra
che si inoltra in
una zona boscosa e
fresca dove si trova
la fonte di Treggiano.
Proseguendo tra muretti
a secco e uliveti
si raggiunge un incrocio
di tre strade: la
via di sinistra conduce
alla casa torre del’200
e alla coeva chiesa
di Menzano dedicata
a San Donato, che
fu di riferimento
per l’amministrazione
di tutto il territorio
a monte della Pieve
di Scò; la
strada centrale arriva
all’edificio
settecentesco della
villa Torre di Menzano,
da cui parte il sentiero
che conduce al Castiglion
della Corte sul Poggio
alla Regina. Il
nostro percorso utilizza
la strada principale
asfaltata che riporta
al punto di partenza:
l’Oratorio in
località Casabiondo. |
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